lunedì 12 Gennaio 2026

I professori della propaganda: come l’UE foraggia scuole e università per creare consenso

Dopo aver scoperchiato, con The EU’s Propaganda Machine, il ruolo delle ONG e dei think tank come megafoni dell’imperialismo culturale di Bruxelles, e con Brussels’s Media Machine il gigantesco apparato attraverso cui la Commissione e il Parlamento Europeo comprano il consenso della stampa con i soldi dei cittadini, il giornalista e ricercatore italiano Thomas Fazi torna a colpire con il suo terzo dossier, Professors of Propaganda. How the EU’s Jean Monnet Programme corrodes academia. Con questo studio, pubblicato per il think tank MCC Brussels, si conclude la trilogia sulla propaganda dell’UE...

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3 Commenti

  1. Questa nuova strategia rappresenta in realta’ la presa d’atto delle oligarchie europeiste che lo scollamento tra la loro visione del mondo e delle nazioni e i popoli e’ ormai profondo: in realta’ e ‘ una notizia non cosi’ negativa ijn quanto avremo in giro per l’Europa personaggi che ripeteranno i soliti mantra ormai decotti e a cui nessuno piu’ crede.
    Si potrebbe comunque esigere che in coda ad ogni lavoro pubblicato o convegno si faccia cio’ che e’ ormai consuetudine nel mondo scientifico: dichiarare i propri conflitti di interesse, comprese le scatole cinesi che servono ad occultarli…non risolverebbe il problema ma sarebbe un bel passo avanti.

  2. Trovo logico, per non dire ovvio, che le istituzioni europee finanzino programmi per l’ integrazione europea. Ma tale “terribile propaganda” purtroppo non servirà a nulla. Hanno prevalso i nazionalismi. l’Europa è rimasta un’ accozzaglia, sempre più numerosa, di Stati privi di una cultura, una lingua ed una visione comune. Ed infatti di fronte agli scossoni geopolitici che si stanno susseguendo negli ultimi anni (guerra ucraina, invasione di Gaza, attacco USA al Venezuela) è spettatrice, senza diritto di parola.

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